In fuga con Can Dundar – Speciale Radio3mondo

Essere giornalista è come vivere costantemente tra inferno e paradiso”. Così Can Dundar, il giornalista turco più odiato da Erdogan, descrive lucidamente la sua condizione di esiliato politico, mentre è a cena con noi a Ferrara, dove è stato invitato per ricevere il premio di giornalismo d’inchiesta Anna Politkovskaja. Lo stesso giorno però, ha ricevuto due notizie sconvolgenti: essere tra i cinque nominati al premio Nobel per la Pace e avere un mandato di cattura internazionale contro di lui, con accusa di terrorismo, rischiando di essere arrestato in ogni momento.

Di lì a poco, assistiamo all’inizio di una fuga non voluta.

Noi ci siamo imbarcati sulla sua macchina, realizzando un’intervista itinerante, scandita da confini, posti di blocco ed incontri fortuiti. Abbiamo ascoltato le sue parole, testimoni di una storia di esilio, fatta di timori e punti di forza. Abbiamo ripercorso con lui le minacce, i ricatti e la prigionia, interrogandoci sul valore della protezione di coloro che continuano a lavorare per cambiare le cose in un posto che, troppo spesso, viene definito “a casa loro”.

 

Giovedì 4 Ottobre alle 11, uno Speciale di Radio3Mondo realizzato da Costanza Spocci con la regia di Costanza Confessore. Presenta Luigi Spinola.

 

Il LINK per ascoltare l’audio-reportage: http://bit.ly/2xf74lP .

Costanza Spocci

Costanza Spocci

So many times I thought, “I should become a journalist,” but I started to pursue this career only in 2012 when I moved to Egypt. I graduated with a degree in Political Science from Bologna, then attended Sciences Po in Lyon, France, before earning a Masters in International and Diplomacy Science in Forlì, Italy. I had realised that writing and studying the history of a country wasn’t enough to understand its underlying dynamics. If I really wanted to understand the world, I had to go and see it with my own eyes. That’s what I did. In Morocco first, then Nepal and India. Kabul then struck me and, during months spent in Peshawar working for an NGO, I grew stronger and felt it a duty to describe in writing the complex realities I encountered, Eventually, I moved to Cairo and lived there for three years, working first for an Egyptian news outlet and later a freelance collective. I gained further experience in the Gaza Strip, the West Bank, Israel, Lebanon and Turkey. Now I set my sights on Press.

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