La difesa delle egiziane è costata cara a Yara – Il Caffè

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COSTANZA SPOCCI

In Egitto il divario ricchi-poveri è una larga forbice arrugginita che la nuova giunta militare, fan di sfrenate politiche neo-liberiste, non sembra aver intenzione di smuovere.
Essere egiziano oggi, infatti, significa fare parte di quella maggioranza che non ha un salario minimo, una protezione sul lavoro, e non può esprimere la propria opinione politica in un bar. Significa fare la fila per i sussidi per il pane – un pezzo di simil cartone prodotto dalle industrie militari – e stringere la cinghia di fronte ad un’inflazione galoppante che non sembra arrestarsi.
Essere egiziana significa tutto questo, e anche molto di più.
Proprio in settimana si è conclusa la campagna internazionale di sedici giorni di attivismo contro la violenza di genere, e vale la pena ricordare che il 47% delle donne egiziane riporta di aver subito violenze domestiche, quasi il 100% (dati Onu) ha subito molestie sessuali e l’80% mutilazioni genitali ( dati Unicef).
Si aggiungono gli stupri, un fenomeno non quantificabile (visto che denunciarli è pericoloso oltre che “sconveniente”) e che raggiunge i suoi apici più bestiali negli stupri di gruppo verificatisi nelle manifestazioni degli ultimi tre anni.
Ma è bene ricordare che le egiziane sono anche quel 62% che contribuisce almeno per la metà al reddito famigliare. E sono quelle donne che, manifestando per i propri diritti di cittadine, rischiano di finire in carcere. Come Yara Sallam, 28 anni, attivista per i diritti delle donne, arrestata lo scorso giugno nel quartiere di Heliopolis al Cairo mentre comprava una bottiglietta d’acqua a poca distanza da una manifestazione. Accusata senza uno straccio di prova di “vandalismo e manifestazione non autorizzata”, lo scorso 26 ottobre è stata condannata a tre anni di carcere.

http://www.caffe.ch/stories/le_amiche_da_il_cairo/49122_la_difesa_delle_egiziane__costata_cara_a_yara/

Costanza Spocci

Costanza Spocci

So many times I thought, “I should become a journalist,” but I started to pursue this career only in 2012 when I moved to Egypt. I graduated with a degree in Political Science from Bologna, then attended Sciences Po in Lyon, France, before earning a Masters in International and Diplomacy Science in Forlì, Italy. I had realised that writing and studying the history of a country wasn’t enough to understand its underlying dynamics. If I really wanted to understand the world, I had to go and see it with my own eyes. That’s what I did. In Morocco first, then Nepal and India. Kabul then struck me and, during months spent in Peshawar working for an NGO, I grew stronger and felt it a duty to describe in writing the complex realities I encountered, Eventually, I moved to Cairo and lived there for three years, working first for an Egyptian news outlet and later a freelance collective. I gained further experience in the Gaza Strip, the West Bank, Israel, Lebanon and Turkey. Now I set my sights on Press.

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