Le profughe Rohingya affrontano anche stupri e violenze

Il 2 marzo 2018 su Internazionale.

“L’esercito birmano arrivava ogni giorno, la mattina e la sera. Noi rohingya eravamo terrorizzati e non riuscivamo a reagire”, dice Rosin Aktar, 15 anni. “Una volta i soldati erano circa duecento, ma sono stati in quattro a stuprarmi”.

La popolazione musulmana rohingya in Birmania è storicamente discriminata, e dall’agosto 2017 la persecuzione si è intensificata, con un aumento delle violenze compiute dall’esercito di Naypyidaw. Le associazioni per i diritti umani denunciano migliaia vittime e almeno 700mila rohingya sono scappati nel vicino Bangladesh.

La persecuzione del popolo rohingya secondo le Nazioni Unite equivale a una pulizia etnica, e lo stupro di gruppo è stato identificato come uno degli strumenti per metterla in atto. Per le donne rohingya, inoltre, la fuga in Bangladesh non sempre rappresenta una via d’uscita dalla sofferenza: le ong hanno documentato numerosi casi di stupro anche all’interno dei campi profughi.

Per guardare il video clicca su: https://www.internazionale.it/video/2018/03/02/rohingya-stupro-pulizia-etnica

 

Eleonora Vio

Eleonora Vio

It might sound naive, but my decision to pursue the ill-advised profession of freelance journalist stemmed from my insatiable curiosity and keenness for adventure. Perhaps it was linked to a Master degree in London, time spent in Iran, various internships around the world or the scholarship I was awarded by Qatar University. But if I hadn’t followed my natural inclinations since I was child, if I hadn’t decided to disregard the obvious and embrace the diverse, I would not have pushed it so far, I love writing and photography, but cannot live without piles of books and rock music pumped in my ears. I’ve lived in India, Qatar, Palestine and Egypt. With the launch of Nawart Press, I am as thrilled as I was before those first trips as a backpacker.

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